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Nishiki

A Sud-Est di Milano, in fondo a Corso Lodi, nell’area dell’ex Scalo Ferroviario di Porta Romana, là dove già risplendono gli ori della Fondazione Prada e i colori alla Wes Anderson del Bar Luce; dove la Fondazione Filarete, incubatore di start up tecnologiche ed innovative macina idee e
progetti, e ancora dove sorgerà il nuovo quartiere generale di Fastweb (parte del progetto di riqualificazione “Symbiosis”), qui - nel neobattezzato Quartiere Scalo Romana - 12 anni fa (28 dicembre 2005) nasceva NISHIKI, ristorante giapponese di quartiere, che ora -dopo un attento restyling- si racconta per la prima volta.
Ambiente: vintage-retrò, nelle sfumature dello Shaded Spruce. Nel ristrutturare il locale i proprietari Xiaobo Zhou con la moglie Alessandra si sono rivolti allo studio di architettura Naos Design SRL di Milano ma con le idee ben chiare: NISHIKI avrebbe cambiato pelle, da ristorante orientale a luogo contemporaneo di ispirazione internazionale (New York e Shanghai, tra le tante metropoli guardate), vestendosi di raffinate atmosfere retrò dall’eleganza vintage.
Chiave del progetto la scelta di un colore dalla memoria, quello del Lago delle Fate, un piccolo lago ai piedi del MonteRosa, dove ha trascorso giornate felici della sua infanzia e le cui acque smeraldine oggi ritroviamo sulle superfici dei tavoli del ristorante.
Il Pantone 19-4524 Shaded Spruce (tradotto in italiano come “bosco ombreggato” ) diventa il protagonista delle 5 sale in cui oggi si suddivide NISHIKI, viaggiando poi dalle tonalità più calde del verde petrolio a quelle più fredde del turchese e del blu pavone.
Al centro del locale il lungo bancone del sushi-bar dove va in scena la lavorazione dei crudi, dietro al quale una vetrata fumé tra i riflessi color champagne lascia intravedere la cucina in cui si preparano i caldi. Il banco del sushi prosegue poi laterlamente in un attrezzato bancone-bar per la
miscelazione dei cocktail.
La seconda chiave di lettura di NISHIKI si trova invece nella resa di un ambiente avvolgente, ricco di fascino, capace di mettere a proprio agio l’ospite: questo avviene con i tanti divani e poltroncine in morbido velluto che stanno attorno ai tavoli dalle superfici in resina lucida incastonate in cornici d’ottone anticato, con l’uso sapiente delle luci che accarezzano i tessuti ma soprattutto con la creazione di 6 salette privè indipendenti in cui trascorrere serate speciali, serviti nella massima tranquillità.
L’insegna del locale rimanda alle stampe a colori della cultura Ukyo-e e del “mondo fluttuante” che caratterizzava Edo (l’antica Tokyo) nel XVIII secolo: una cultura rappresentativa dei costumi degli abitanti della città e soprattutto dei loro piaceri. Così come il ristorante di Xiaobo Zhou vuole essere un luogo di piacere del gusto contemporaneo. E fluttuanti sono le onde di maglia metallica dell’istallazione luminosa color champagne che scendono dal soffitto, rievocando con i loro movimenti ondulatori l’effetto visivo e i giochi di luce di un’aurora boreale.
Partiti dal più classico repertorio di cucina giapponese per Occidentali – sushi e sashimi, miso soup, rolls e maki – Xiaobo ed Alessandra, conoscendo a fondo la materia prima (che selezionano personalmente) e le tecniche di taglio e cottura orientali, non si sono mai fermati ai primi risultati raggiunti. Passo dopo passo hanno continuato a rielaborare, senza esagerazioni, ripetendo a sé stessi il mantra della ricerca.
Il menu è caratterizzato dai diversi Nishiki Spoons, assaggi presentati su cucchiai di ceramica perfetti per essere mangiati in un sol boccone: Salmone che avvolge uovo di quaglia e tartufo, Ostrica abbracciata da salmone e da una foglia sottile di zenzero e rapanello, e ancora Capasanta
con salsa di mango e passion fruit. Ci sono poi i Nishiki Rolls, che spaziano nel gusto e nel colore, dal delicato Soft Roll con branzino e granola di pistacchi all’Astice Roll, con astice all’esterno e gambero in tempura e avocado all’interno, dall’Angus Roll, con carne di Angus e foie gras
all’esterno, asparago in tempura e avocado all’interno, al Fashion Roll avvolto da un misto di pesce scottato. Tra i caldi invece servono il classico Black Cod in salsa Miso e gli Yakisoba al Tè Verde con Verdura e Bottarga.
Tra le novità del restyling di Nishiki, il felice ingresso nello staff del bartender Joynul Islam, che al banco bar miscela i suoi signature cocktail pre e after-dinner.
Xiaobo Zhou (classe 1978) come molti suoi connazionali arriva in Italia dalle campagne dello Zhejiang a soli 12 anni, raggiungendo il padre cuoco. Finiti gli studi inizia un lungo percorso in cucina che a Milano lo porta inizialmente dal ristorante di pesce Mediterranea al Tomoyoshi Endo
di via Vittor Pisani, primo ristorante giapponese in Italia; poi dal Sogo in Brera, dove impara l’arte del tempura, alla Compagnia generale dei viaggiatori naviganti e sognatori, indirizzo di tendenza di fine anni ’90, dove perfeziona l’arte del taglio del pesce. Concluso un primo breve esperimento imprenditoriale insieme alla moglie Alessandra, conosciuta a Milano nel ’97, torna a lavorare al kaiten dello Zen, per diventare poi socio di un locale -sempre giapponese- in Franciacorta (Mori Jungle Sushi). Nel 2005 il rientro definitivo a Milano quando finalmente acquista i locali di Nishiki, con l’idea di aprire un ristorante giapponese di quartiere.
E Nishiki anno dopo anno, cresce come un figlio (nel frattempo la coppia ne ha avuti due, maschio e femmina): Alessandra in sala ad accogliere i clienti, verificando che tutto sia sempre in ordine; Xiaobo tra i tavoli, a macinare nuove idee e progetti, tra i quali anche quello di potersi raccontare.
Progetto oggi – con la ristrutturazione del locale - divenuto realtà.

 

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